domenica 8 febbraio 2015

Parlando di Lei

Sono a letto, la mano e il braccio che sostengono la testa.

Una mano tra i capelli, direte voi... no non ci sono i capelli, o comunque sono molto radi, forse potrei addirittura contargli se il disgusto non arrivasse al cervello e mi bloccasse.

26 anni fa dissero ai miei genitori: "vostra figlia è malata!"
Oggi quella figlia conta i capelli che cadono, conta i chili, conta i giorni tutti uguali....


Lei (la mia malattia) identifica chi sono! Non sono io ad averla, è lei che ha me, che mi possiede, è lei che detta le regole, è lei che guida la mia vita.

Lei decide se uscire o rimanere a casa, lei decide se ingozzarci fino a scoppiare, lei vuole comandare!
Lei comanda!

Le chiedo spesso di lasciarmi in pace, di farmi vivere almeno un po senza di lei, le chiedo di abbandonarmi: ma non ne vuole sapere!Mi ama, almeno lei, forse!

Ha modellato il mio corpo, il mio carattere e la mia anima... lei arriva prima di tutto, prima di me... quando conosco una persona nuova, prima si presenta lei, è in primo piano, non posso nasconderla e allora capita che resti nell'ombra.

Difficile da spiegare, ma è come se io sentissi di non poter vivere con Lei ma neanche senza, una patologia come la mia l'attraversi tutti i giorni, nel corpo e negli sguardi degli altri: la odio perchè mi rende un mostro, una cosa brutta e orribile, ma non so immaginarmi senza e forse non saprei neanche vivere senza, dovrei rinascere probabilmente per provarlo.

Lei è tutto quello che sono, mi identifica e chi mi sta intorno mi riconosce solo in Lei.

Il corpo mi fa male: le gambe, le mani, le braccia portano i segni visibili, i nostri, quelli che mi terranno compagnia tutta la vita. Quelli che gli altri vedono e io non posso nascondere.

Ecco in realtà non vorrei che sparisse del tutto, vorrei solo che mi desse il tempo di farmi conoscere prima io di lei, che gli altri vedessero prima me, così da poterla introdurre piano piano, solo a chi ho voglia, solo alle persone di cui mi fido. Invece è un uragano, arriva, si impone, non cambia, se ti l'accetti bene altrimenti peggio per te (PER ME) Lei resterà lì fino alla fine.

Ho affrontato di tutto: ospedali, medici. i sensi di colpa (miei e quelli dei miei genitori). Affronto gli sguardi curiosi e cattivi, affronto la mia realtà tutti gli stramaledetti giorni.

Ho imparato quali sono i miei limiti, dove posso arrivare e cosa non devo azzardarmi a provare di fare: non credete a chi dice che la normalità non esiste, lo dice chi rientra nella media accettata, cerco con alcune variazioni ma niente che sconvolge gli altri membri della comunità.
La normalità esiste, ogni giorno me lo ripetono tutti, in modi diversi mi ricordano cosa sia la normalità e che io non ne faccio parte.

Non mi illudo più: conosco Lei, conosco me e so che per noi non esiste futuro, non esiste il lieto fine, non esiste la normalità, non esiste la felicità. So che sarà così e non mi dispero più come un tempo. Certo, me ne dispiaccio molto, ma respiro con calma prendo tempo e penso....

...Tu sei diversa, tu sei un mostro, non avrai mai la vita che hanno gli altri, tu hai Lei; l'unica che ti ama e ti resterà vicino per sempre...

10 commenti:

  1. Mi trovo in difficoltà, sinceramente, a commentare. Vorrei darti parole di conforto, vorrei sorreggerti io la testa, se vuoi. Fa male leggere parole come "Lei identifica chi sono". Se dovessi essere radicalmente analitica, direi che non è possibile che un'entità astratta (perchè tutta mentale) possa identificare una persona. Se chiedessimo conferma a qualsiasi persona esperto di logica, direbbe che è assurdo. Ma non sono qui a cercare il pelo nell'uovo, assolutamente. Soprattutto perchè cosa significa, cosa si prova. E so che il dolore è lacerante.

    Sono qui per farti sentire una piccola presenza (la mia) che sebbene non possa fare niente forse di concreto, però può assicurarti di esserti vicina. Non sei sola. No. E penso che questo sia più consolatorio di qualsiasi altra parola che potrei mai scrivere. Una volta il mio psicoterapeuta, mi inviò il link di un video (un'intervista) di una ragazza uscita dopo molti anni dall'anoressia (trasmutatasi in bulimia dopo), dicendomi "Perché ci tengo a farti sapere che non sei sola e che se ne può uscire". In quel momento piansi. Era quello che avevo bisogno di sentirmi dire. Il fatto che non ne sia uscita, è un'altra faccenda. Ma ho capito che, avere anche solo una persona accanto, che ti VEDE (nel senso più ontologico del termine) è molto più rassicurante di quanto si possa immaginare.

    Ci sono. Non sei sola.

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    1. Grazie Val. per le tue parole! sopratutto per l'ultima frase, ho sentito che era sincera e per questo ti ringrazio tantissimo! :) <3
      é bello sentirsi dire di non essere sola... grazie ancora!!

      Lei è tutto tranne che mentale: è nel corpo, nella pelle, nelle cellule che mi compongono... è una malattia genetica purtroppo, non mi riferivo a disturbi alimentari!

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  2. Indefinita tu NON sei un mostro, non dirlo né pensarlo mai!
    Il tuo identificarti con la malattia fa sì che tu ti definisca così... Eppure ti sbagli... Il mostro è Lei, si, proprio lei che ti illude ogni giorno di essere una cosa sola, insolubile, condannata ad essere soltanto malata.
    Tu sei ben altro, tu sei un fiore in balia della tempesta ma pur sempre un fiore ricordatelo!
    Mi dispiace molto leggere questi pensieri.... Capisco benissimo le tue emozioni... E mi fa rabbia non aiutarti davvero. So che tali mie parole sembreranno soltanto cavolate per te, soltanto frasi di circostanza... Fidati, Lei ti illude perfino nel farti credere che sia l' unico amore della tua vita.
    Che poi, riflettici bene, un amore che ti uccide dentro e ti far star male fuori è pura follia...
    Chi ti guarda di fronte a te vedrà la patologia alla prima occhiata, ma tu dimostragli che sei ben altro, fargli vedere che bellissimo fiore sei!
    Un abbraccio....

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    1. mi hai fatto commuovere con questo commento... GRAZIE! <3

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  3. Io in questi casi non so mai come commentare, perché per dire qualcosa al riguardo bisognerebbe saperne di più. Su di Lei e su di te.
    Ma non sei un mostro. Come puoi pensarlo? Non hai scelto tu di essere stretta da Lei.
    E' arrivata con la sua prepotenza e ti ha fatta sua. Chi è il mostro fra i due?
    Ti abbraccio forte.

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    1. ... siamo tutte e due mostri... Ognuna applicando i metodi di distruzione che conosce... Lei sul piano fisico, io su quello psicologico... è una bella guerra tra di noi! :)
      Grazie per il tuo commento Misantropia. Un abbraccio! :)

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  4. Il mostro non sei tu ma Lei... Si è impossessata di te e della tua mente fino a convincerti che per te non esista altro che Lei.
    Mi dispiace sentire queste parole così tristi, e tra le righe riesco a percepire il tuo grido di aiuto... Devi ribellarti a Lei, devi riprendere in mano la tua vita, e devi farlo lentamente giorno per giorno, stando attenta ad ogni istante.
    Ma la cosa più importante NON DEVI SMETTERE DI SPERARE, TU PUOI AVERE UN FUTURO MIGLIORE, UNA VITA MIGLIORE!
    Desideralo, e con la stessa determinazione con la quale rifiuti un dolce, riporta in te quella speranza.
    Per quanto possa servirti io ti sono vicina!
    Un Abbraccio!

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    1. Grazie Audrey, al momento la forza di sperare non c'è, così come manca quella di rifiutare un dolce! :) ...magari ritorneranno un giorno, io per il momento aspetto nel mio angolino che passi questa bufera!

      Grazie per le tue bellissime parole! :)

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  5. Non ho mai sostenuto che non esistesse il concetto di normalità. Anche quando tutti mi dicevano che è relativa, io ho continuato a sostenere che la normalità esiste ed è data dalla "norma" da ciò che è usuale.
    No: non vivo nella normalità ma non sono costretto a mostrare la mia anormalità. Vivo una via di mezzo tale che posso solo provare a comprendere come tu ti senta.
    Sì: posso capirlo in parte, ma solo in parte.

    Posso dirti di vivere la tua vita a testa alta, perché tu sei la tua vita e la malattia ti accompagna e ti presenta ma non deve dominarti. Dalle tue parole si sente una persona stanca ma forte. Puoi riposare ma la tua forza ti serve a stare in piedi nel mondo dove non è mai stato facile stare e dove non lo sarà mai.

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    1. é vero, ho bisogno di riposare un po' fisicamente e mentalmente... di staccare da tutto e da tutti! Più facile a dirsi che ha farsi ahimè!
      Ma ci proverò!

      Grazie per il tuo commento Apprendista! :)

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