martedì 30 giugno 2015

Domande

Cosa si può arrivare a fare quando ci si sente persi?

Fino a dove ci si può spingere prima di fermarsi a riflettere?


Cerco conforto nelle parole di sconosciuti, mi rendo conto che è una pace falsa e transitoria, mi calma per qualche ora poi sto peggio... perché mi rendo conto che quelle parole, anche se bellissime, non potranno mai riempire il vuoto e farmi essere meno triste...



Una frase mi ha colpito... "tu sei assetata di attenzioni e protezione!"... Come si permette questo tizio semi sconosciuto di dirmi la verità, come si permette di capire quello che voglio e farmi sentire così fragile, come si azzarda a farmi passare da sfigata quale sono?

Allora gli altri lo vedono che sono fragile? Se lo ha capito lui che non mi conosce cosa pensano quelli che mi stanno intorno? Allora la mia recita non funziona? Dove sbaglio, come posso correggere? Forse non riesco più a recitare come un tempo...

Ho pianto tutta la notte e ora gli occhi mi bruciano... ho pianto per la tristezza che ho provato verso me stessa, quanto si può cadere in basso per non sentirsi più soli? Molto a quanto pare....

Forse non ho ancora toccato il fondo però, visto che continuo a cercare quelle parole e lo farò di nuovo anche oggi...

Loro non vedono il mio corpo, loro non mi giudicano, per loro non sono un mostro! Non importa quanto mi faccia male, quanto faccia tristezza a me e a loro, per una volta il mio corpo non esiste... ho bisogno solo di questo a qualsiasi costo!

9 commenti:

  1. Più il tempo passa più mi accorgo che fingere non serve a niente.
    Indossare una forte, un'armatura per sembrare più forti non ci fa diventarlo davvero.
    La finzione può funzionare per un po' agli occhi altrui... ma svanisce prima o poi. Arriva un giorno in cui non ne possiamo più e ci perdiamo in un mare di fragilità e di lacrime.
    Arriva il giorno in cui ci scopriamo perchè anche la maschera ci sta stretta.
    Lo so' che è più facile non mostrarsi, eppure questo ci fa sempre più allontanare da noi stesse e dalla possibilità di essere accettate, ma sopratutto di accettarsi.

    Ti stringo forte...

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    1. Accettarsi... è una parola che proprio non conosco purtroppo!

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    2. Nemmeno io, però dobbiamo tentare di capirla, di conoscerla, di farla un po' nostra!

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  2. Purtroppo, tendo sempre a credere alle parole/consigli di uno sconosciuto che di qualcun altro.
    Un estraneo è neutro, non è influenzato in positivo/negativo da un rapporto con noi.
    Quindi, lo trovo piuttosto sincero e... vicino alla verità.

    Però....

    Non siamo tutti alla ricerca di attenzioni e protezione? se no perchè cerchiamo lavoro e ci circondiamo di parenti, amici, amori......
    Non sei sfigata, sei umana, esattamente come tutti noi. E tanto meno ti trovo Indefinita...

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    1. Io invece mi vedo esattamente così oggi! ;)

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  3. Secondo me, paradossalmente, chi non ci conosce coglie degli aspetti di noi che a volte non vediamo neppure noi stessi e che le persone che frequentiamo quotidianamente faticano a cogliere. È strano, ma ho potuto constatarlo anche frequentando Blogger. Non so se perché scrivendo mettiamo a nudo lati di noi che nel quotidiano rimangono in ombra o solo perché i nostri interlocutori sono più attenti alle nostre parole, fatto sta che mi è capitato spesso di osservare questa stranezza.
    Comunque tutti hanno bisogno di attenzione. È la natura umana, non una debolezza.
    Un bacio!

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    1. A me piace molto parlare con chi non conosco non ho ansie di giudizio o paura... poi se non mi vedono anche meglio! :)

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  4. Ho letto un po' il tuo blog, qui e lì, senza continuità, solo per conoscerti meglio nei limiti di quello che può dare lo schermo.
    Credo tu sia una bella persona, intelligente e delicata, capace di essere una brillante "conversatrice" (penso ad alcuni post che hai scritto, nel dirlo), ma d'altra parte si sente chiaramente la tua fragilità e il tuo bisogno di essere confortata.
    Sono aspetti naturali ed è anche naturale affidarsi talvolta agli estranei perché si lasci uscire questa parte di noi. Succede spesso anche a me.. ho perso notti intere a parlare con gente che è entrata ed uscita dalla mia vita in qualche giorno, mese, ora riversando in quelle conversazioni tutta l'ansia che non esprimo altrove e sentendomi anche dire cose vere, cose vere su di me da gente che non mi hai mai visto.
    Mi è capitato di incazzarmi di brutto anche!
    Però l'ho rifatto ancora..
    Non so come aiutarti a sentirti meglio meno triste e "meno mostro" (che non lo sei!), posso solo offrirti il mio ascolto perché non ho molto altro, se lo accetti.
    K.

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    1. Ti ringrazio tanto Kore... l'unica cosa che mi serve in qat momento è essere ascolta, per questo ho aperto questo blog! :)

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